Esperienze sportive euforizzanti e cibi luculliani

Una miriade di vie e sentieri serpeggiano senza fretta su e giù per i monti, conducendo per chilometri attraverso un gran numero di varietà faunistiche e paesaggistiche, dalle marmotte - i fischietti della montagna - alle antiche mura e ai vecchi castagni.

Per i piedi significa…

… lasciare le molli piume e infilarsi negli scarponi! Insieme alla gioia che precede la partenza salgono anche i primi raggi rosati che fanno capolino da dietro le cime, preannunciando una magnifica giornata di sole. Per gli escursionisti buongustai che hanno aspettative elevate, la salita all’Alpe di Villandro è d’obbligo. Un idillio paesaggistico che esibisce generosamente le sue grazie in ogni stagione.

I percorsi attraversano praterie alpine punteggiate di pittoresche baite e pini mughi, passando accanto a chiesine di montagna e a una varietà di laghi e di acquitrini che s’incontra raramente. Gli escursionisti che si spingono più lontano raggiungono il Monte Villandro oppure, ancora più in là, la Forcella Sarentina.

Per le famiglie, e per chi non è troppo allenato, l’alpe offre una grande varietà di itinerari brevi e di soste di ristoro.

Per le gambe significa…

… niente di meglio che sfrecciare in discesa mentre il vento tiepido vortica intorno alle orecchie! Fughe di paesaggi carichi di colori, nel naso il profumo deciso dei prati alpini ricoperti da una grande varietà di specie floristiche, e poi giù per boschi frondosi, accompagnati dal mormorio dei ruscelli. Certo, all’inizio c’è da salire un po’: per l’escursione in mountain bike all’Alpe di Villandro i più sportivi partono dalla graziosa cittadina di Chiusa e affrontano 1.200 m di dislivello. Si può partire anche direttamente dall’alpe e assaporare la bellezza dei paesaggi alpini che si aprono oltre il limite boschivo, sempre restando sui sentieri per mountain bike. Il periodo più accattivante per percorrere il Sentiero del Castagno lungo 67 km, che parte dalla stazione a monte della funivia del Renon e passa per l’altopiano del Renon e per Barbiano per raggiungere Villandro, è quando le foglie si colorano nelle tinte accese dell’autunno.

 

Per i sensi significa…

…che è arrivato il momento di allentare le scarpe e di parcheggiare la bici. Chi si muove sulle alture dell’Alpe di Villandro, guarda con appetito, curiosità e simpatia alle tante forme della cultura locale che passano per naso, occhi e palato. Nelle linde baite alpine, oltre ai vini servono deliziose specialità altoatesine fatte in casa. Direttamente sull’Alpe, e raggiungibile per il Sentiero Pino Mugo, si trova la distilleria di pino mugo, aperta anche d’estate. Lì si possono provare e acquistare le essenze dall’aroma intenso e dagli effetti benefici, che vengono estratte da questa particolare varietà di pino di piccole dimensioni.

All’inizio dell’autunno escursionisti e ciclisti si incontrano più a valle, sul Sentiero del Castagno solitamente ricoperto dalle scorze spinose delle castagne, oppure sul Sentiero “Törggeleweg”, dove la tradizione di Villandro si celebra ancora alla maniera autentica, ovvero con marroni arrostiti, mosto d’uva dolce semi-fermentato e una robusta merenda.

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